07/12/2006

Ho un desiderio di paternità (reloaded)

Come annunciato, mi sono messo a spulciare tra i vecchi post per trovare qualche storiella da ripubblicare. Mi sono imbattuto in due post dell'aprile 2005 che trovate qua sotto. E' stata una piacevole sorpresa riscoprirli a poco piu di un mese dalla nascita di Bianca. Forse è proprio grazie a questo desiderio di paternità che Bianca ha deciso di entrare nella nostra vita la prima volta che abbiamo provato ad avere un figlio.

Padre. Ho un desiderio innato di diventare padre. Ci sono uomini che diventano viola a sentir parlare di figli a 40 anni, io faccio parte della categoria che ha sempre sognato di avere un erede. Non so bene perchè. Se sia dovuto ad un trauma infantile. Se sia qualcosa di genetico. E' un desiderio talmente forte da essere irrazionale. Quando in passato abbiamo "rischiato" di allargare la famiglia, Daniela ha tirato dei sospiri di sollievo che nemmeno la bora a Trieste, io invece ero triste. Stupidamente triste. Perchè se già ora che solo lei ha un lavoro stabile permettersi un figlio sarebbe difficile, figuratevi quando ancora studiavo. La mia delusione faceva a pugni con la ragionevolezza. Ma era proprio delusione. Forse perchè non è affatto scontato poter avere dei figli. E fino a che non ci proveremo seriamente, avremo sempre il dubbio di dover ricorrere ad aiuti "artificiali". Intanto continua il balletto dei nomi. Avevamo trovato un accordo su Matteo e Bianca. Ma Matteo non mi sconfinfera granchè, e Daniela se ne è venuta fuori con Olga. Ma si può chiamare una bambina Olga? Quando nasce c'ha già le rughe e 70 anni suonati. Ovviamente chiedo scusa a chi legge e ha una bambina di nome Olga. Sarà una scelta difficile, perchè c'è da considerare come suoni il nome, come suoni il diminuitivo, ci sarà stato di sicuro qualche piccolo Simone o Marta, o Michele che quando avevo 6 anni mi ha rotto un dente e da allora tutti quelli che si chiamano Simone o Marta o Michele mi stanno sul ca**o a prescindere. Un figlio sarebbe l'approdo naturale del nostro rapporto. Stiamo insieme da piu di 3 anni e anche se dire che ogni giorno passato con lei mi sento piu innamorato, piu coinvolto, piu felice, piu sicuro, piu ottimista, piu orgoglioso, piu me stesso, sarebbe troppo banale e troppo poco poetico lo dico lo stesso perche è quello che penso e so benissimo di non essere uno scrittore, tantomeno un poeta.

Ci risiamo. Nonostante il vostro accorato aiuto non c'è niente da fare. Daniela insiste su Olga. E visto che è noto che al peggio non ci sia mai fine, ieri dopo aver insistito su Olga, se ne è venuta fuori pure col nome per il maschietto: Lucien. Oh my God. Ma si può? Un nome da zarina e uno da sfigato francese. A me verrebbe naturale rispondere con un bel nome americano, di fare mia l'idea di Ivano in Viaggi di Nozze e proporre "O Alan o Kevin mejo Kevin, piuccheppe Costner 'o faccio pecchè è nnome che me da senso de rispetto 'o senti, come nome c'ha, c'ha possenza capito?". Riacquistando un minimo di ragionevolezza abbiamo trovato un semi-accordo su Bianca. Si, Bianca (uot du iu tinc abaut tis neim?). E guai a chi proverà a sporcarla. E' sorprendente, tutte le volte che mi fermo a pensarci sono possessivo e geloso della bambina che ancora non ho. Non riesco nemmeno ad immaginare che qualcuno che non sia io o Daniela la prenda in braccio e la culli. Nessuno potrà avere l'amore e l'attenzione che avremo noi. Quindi amici e parenti rassegnatevi. Si, anche voi amici che mi avete concesso di tenere in braccio i vostri pargoletti. Io non contraccambierò. Come dite? Quando nascerà, le notti insonni, la stanchezza mentale provocata dallo stare sempre vigili mi porteranno a cederveli volentieri per qualche minuto? Vedremo, per ora buttate giu le vostre manacce tese.

01/12/2006

In viaggio

Sono le 17.36.
A quest'ora 2 mesi fa ero a casa, appena tornato dal lavoro.
Ora sono sul treno per Firenze, tornando da Parma dopo una giornata di brainstorming in un'azienda farmaceutica.
Il mio brain è piuttosto cotto, e non vedo l'ora di tornare a casa e mettere la mano sul pancione di Daniela per sentire le capriole di Bianca.
Ormai è chiaro, questo lavoro mi piace. E' faticoso (nel senso di orari, non sono certo in miniera), ma ogni giorno che passa lo sento piu mio.
Mi fa un po strano che nei laboratori i ragazzi della mia età mi diano del lei, almeno all'inizio perché poi provvedo subito a chiarire che non sia il caso, visto che fino a 2 mesi fa ero io quello col camice di stoffa e non con quello usa e getta che si da agli ospiti. Parlando un po con loro delle mie esperienze passate tutti mi dicono "Certo fare il ricercatore era piu affascinante". Come dare loro torto. Questo lavoro non ha certo picchi di soddisfazione, come quando azzeccavo il reagente giusto o la temperatura ideale. Ma non mi va proprio di lamentarmi, dal momento che c'è chi, ingegnere chimico come me, non ha avuto la fortuna di poter fare il ricercatore per quasi 2 anni e non ha la fortuna di fare comunque un lavoro "da ingegnere", per di piu ben pagato. Quindi, considerato che ho 29 anni, non posso che ritenermi fortunato.
Spesso per lavoro capito sotto Roma, dove ci sono un numero indecifrato di stabilimenti di aziende farmaceutiche. Mi fa morire dal ridere chiacchierare con i ragazzi di Anagni, che parlano l'inglese di Oxford e l'italiano di Martufello; la settimana scorsa ho avuto anche la soddisfazione di sentirmi dire dal Project Manager con cui ho lavorato che d'ora in poi chiederà che sia sempre mandato io a gestire i loro progetti. Considerato che lavoro qua da nemmeno 2 mesi, potete capire quanto mi sia sentito gratificato.
Insomma come avete capito sono felice, e non potrei affrontare con piu serenità queste ultime settimane prima di diventare papà.
Ormai questo blog è aggiornato con frequenze pseudoridicole, per cui vi chiedo: visto che non ho tempo per scrivere qualche nuova storiella, volete che posti qualcuna di quelle vecchie, cercando di strappare una risata a chi mi ha conosciuto solo negli ultimi mesi?
A voi l'ardua sentenza.

28/10/2006

Wind of change

Dopo due giorni volevo mollare. Poi ho deciso di tenere duro fino a dicembre, prendermi un mese sabbatico quando Bianca nascerà e cercare un altro lavoro.
Ora sono stanco, reduce da due giorni di trasferta, ma sono sereno e penso che questo lavoro potrebbe essere il mio futuro.
L'impatto è stato duro.
Sono passato da essere a casa alle 17.30 al non tornare mai prima delle 20.
Da un ambiente in cui mi ero inserito a meraviglia e in cui c'era sempre il modo di fare una risata, ad un altro in cui tutti mi sembravano tremendamente seriosi.
Dal padroneggiare la materia su cui lavoravo al sentirmi incapace e inadeguato.
Col passare dei giorni le cose sono cambiate, in meglio.
Ora in ufficio l'atmosfera è molto rilassata.
Siamo (quasi) tutti sui 30 anni, (quasi) tutti ingegneri. Che poi uno si immagina che delle persone cosi siano chiuse, che abbiano passato tutta la vita sempre e solo sui libri, e invece hanno una cultura di base notevole: conoscono a memoria le canzoni di Elio, i film di Abatantuono, gli sketch di Guzzanti.
Giovedì e venerdì ho fatto la prima trasferta: Latina ed Anagni. Stranamente sono stato in Sudafrica ma in Italia non ero mai sceso sotto Roma.
Anche nell'azienda in cui sono andato a fare la convalida ci sono tanti, tantissimi giovani: nell'IT, nei laboratori. Magari avranno uno contratto da fame, ma hanno tutti ruoli di grande responsabilità. Io, che fino a 15 giorni fa pensavo di lavorare in un'azienda grande, dal momento che aveva un centinaio di dipendenti, in questi giorni sono rimasto a bocca aperta. Lo stabilimento in cui ho lavorato è grande come una città: all'ingresso mi hanno fatto più controlli che ad un check-point di Baghdad. La mensa aziendale è meglio di tanti ristoranti. A cena mi sono scelto un bel ristorantino e ho mangiato benissimo. Mangiar da soli fa un po' tristezza, ma mettere la cena in conto all'azienda aiuta a mitigarla.
Ieri sera prima notte fuori casa senza Daniela da non so quanto tempo, forse non era mai successo. Mi mancava fisicamente, mi mancavano le nostre risate, mi mancavano i calci di Bianca. Mi mancherà lunedì, quando non potrò accompagnarla dalla ginecologa: è il primo controllo che mi perdo in 6 mesi e passa (ma vi rendete conto? Tra un po' ci siamo!).
Sono stato due settimane in silenzio, ma questi aggiornamenti ve li dovevo e cercherò di tenervi informati quando potrò.
Il salto da ricercatore a consultant per la technical qualification è lungo, ma più passa il tempo e più mi sento Andrew Howe.


P.S. Ieri è arrivata la culla, stamani l'ho montata. Il mio primo acquisto su Ebay è fantastico.

1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo